Falce di Neal Shusterman, un distopico tutto particolare.

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Buongiorno bei Libricini!
Come andiamo? State leggendo tanto? Oppure il caldo vi rallenta, come succede a me a volte?
Devo dire che io sono in pieno mood libroso quindi mi va decisamente alla grande!

Ma passiamo alle cose serie.
Finalmente ho finito di leggere Falce di Neal Shusterman ed è finalmente ora di scrivere la recensione.
Mi sono presa un paio di giorni per radunare le idee, trovare le parole giuste e il giudizio corretto, così da darvi una visuale completa di quello che andrete a leggere.

In una professione in cui la coscienza era un peso, chi mai ne avrebbe voluta una?

Falce, Neal Shusterman
Immagine presa da Pinterest

Un mondo senza fame, senza guerre, senza povertà, senza malattie. Un mondo senza morte. Un mondo in cui l’umanità è riuscita a sconfiggere i suoi incubi peggiori.
A occuparsi di tutte le necessità della razza umana è il Thunderhead, un’immensa, onnisciente e onnipotente intelligenza artificiale. Il Thunderhead non sbaglia mai, e soprattutto non ha sentimenti, né rimorsi, né rimpianti.
Quello in cui vivono i due adolescenti Citra Terranova e Rowan Damisch è davvero un mondo perfetto. O così appare.
Se nessuno muore più, infatti, tenere la pressione demografica sotto controllo diventa un vincolo ineluttabile. Anche l’efficienza del Thunderhead ha dei limiti e non può provvedere alle esigenze di una popolazione in continua crescita. Per questo ogni anno un certo numero di persone deve essere “spigolato”. In termini meno poetici: ucciso.
Il delicato quanto cruciale incarico è affidato alle cosiddette falci, le uniche a poter decidere quali vite devono finire. Quando la Compagnia delle falci decide di reclutare nuovi membri, il Venerando Maestro Faraday sceglie come apprendisti proprio Citra e Rowan. Schietti, coraggiosi, onesti, i due ragazzi non ne vogliono sapere di diventare degli assassini. E questo fa di loro delle falci potenzialmente perfette.

Falce, edito da Oscar Mondadori Vault, è un distopico particolare dove l’umanità ha trovato la cura per la mortalità. Tutti sono diventati immortali e possono ringiovanirsi quando vogliono e quanto vogliono, fino a tornare indietro ai loro ventun’anni.
Sembra una società felice, dove le malattie e le guerre sono un ricordo. Ricchezza e povertà estrema sono anch’esse un ricordo, anche se comunque ci sono persone ricche e meno ricche ma non più talmente povere da rischiare la vita.
C’è solo un problema. La gente deve comunque morire perché la Terra può sostenere la vita solo di un determinato numero di persone senza collassare totalmente.
Proprio per evitare di far collassare il pianeta, esistono le Falci, un gruppo di persone scelto per portare via la vita alle persone comuni, così da bilanciare il numero di nascituri con quello dei morti.
Le Falci sono al di sopra di qualsiasi legge a parte i loro 10 comandamenti. Nessuno può fare nulla contro le Falci, nemmeno il Thunderhead, la super cosciena elettronica che, con il passare degli anni, ha sostituito il Governo umano perché molto più capace di analizzare i vari problemi e trovare le soluzioni.
Le Falci sono la personificazione della morte, proprio quella morte che hanno sconfitto permettendo agli umani di essere immortali per tutto il tempo che desiderano.
Ma cosa rendere una persona una Falce?
Ebbene, per essere Falci bisogna essere scelti proprio da una Falce e fare un apprendistato di un anno dove si impareranno tutti i modi possibili per “spigolare” le persone.

L’immortalità di ha trasformato tutti in cartoni animati.

Falce, Neal Shusterman

I nostri protagonisti sono due ragazzi adolescenti che ancora devono compiere diciotto anni che vengono scelti da una Falce. Non era mai successo in precedenza che una Falce prendesse ben due apprendisti ma in questo caso, Maestro Faraday ha sentito il bisogno di prendere con se questi due ragazzi in particolare perché ha scorto in loro delle caratteristiche che, se sviluppate bene, avrebbe reso i ragazzi delle buone falci.

Cosa rende una Falce buona o cattiva?

Questo lo lascio leggere a voi perché non voglio assolutamente fare spoiler.

La Natura condanna ogni singolo nascituro a morte certa.

Falce, Neal Shusterman
Immagine presa da qui

Vi confesso che questo romanzo è il secondo distopico che leggo e quindi devo confessare di conseguenza che non sono molto amante di questo genere.
Quando ho letto la trama di questo romanzo, però, mi ha incuriosito talmente tanto che non ho potuto non leggerlo quando la Oscar Vault ha cercato recensori per il libro.
Mi aveva intrigata, stuzzicando il mio interesse e la mia curiosità.
Fin da subito mi sono dovuta scontrare con il world building. Non riuscivo proprio a concepire un mondo dove malattie, incidenti, omicidi e violenza non creavano la morte. Era un gradino che non sono riuscita a superare nell’immediato anche se dopo qualche pagina l’ho superato. In più non riuscivo a capire la struttura effettiva di quel mondo.
Era come il nostro?
Era più tecnologico? Meno tecnologico? Un misto tra le due cose?
Alla fine ho rinunciato a capirlo e mi sono lasciata trascinare dagli eventi.
Ho conosciuto Cidra e Rowan, trovandoli particolari e, a tratti, davvero irritanti. Ma ho lasciato correre perché un personaggio in particolare aveva già cominciato a incuriosirmi particolarmente.
Il Thunderhead.
Quello che una volta veniva chiamato il Cloud, dove ogni persona poteva caricare qualsiasi tipo di informazione e non temere di vedere la propria privacy violata.
Purtroppo, questo “personaggio” non compare quasi mai, a parte verso la fine del romanzo, cosa che mi ha alquanto infastidita perché ho trovato molto interessante i dialoghi tra Citra e il Thunderhead. Infatti spero che nel prossimo romanzo venga approfondito meglio, così da togliermi ogni singola curiosità dalla testa.

Senza la minaccia del dolore, non possiamo provare la vera gioia. Nella migliore delle ipotesi, proviamo piacere.

Falce, Neal Shusterman

Adesso, però, voglio parlarvi dello stile di scrittura dell’autore.
Per quasi tutto il romanzo Il ritmo è stato lento, fin troppo, facendomi desiderare di chiudere il romanzo, anche se volevo sapere cosa sarebbe successo.
L’autore è stato quasi letargico, con qualche plot twist inserito quasi a caso, come se volesse shoccare il lettore. Nel mio caso, l’unica cosa che ha suscitato è il fastidio perché non trovavo necessario quei colpi di scena. Avrei preferito che velocizzasse le descrizioni o le lezioni o le varie spigolature, senza perdersi in così tanti dettagli da farmi dimenticare di quale personaggio stavo leggendo.
Ha messo così tante informazioni inutili alla trama che, a volte, ho dovuto fare mente locale per capire se stava parlando effettivamente di un avvenimento presente o passato e non è una bella cosa, lasciatemelo dire.
Questo romanzo aveva un sacco di potenzialità ma è stato reso piatto e lento dalle troppe informazioni inutili che non hanno fatto altro che distrarmi dalla lettura.
Con meno descrizioni minuziose, meno momento morti e meno plot twist quasi del tutto inutili, sarebbe stato davvero un gran bel romanzo.
Il finale, tuttavia, mi ha stupito e, forse, invogliato a proseguire la serie, quando arriverà ma, anche lì, ci sono cose che cambierei perché mi hanno fatto davvero storcere il naso ma non posso assolutamente parlarvene perchè non voglio assolutamente togliervi il piacere della lettura!

In sintesi, Falce è un distopico carino ma avrebbe potuto essere molto molto più bello di quello che è effettivamente.

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