Quella piccola libreria in fondo alla strada, l’amore gentile e composto.

Buongiorno a tutti, miei cari lettori!
Cosa state leggendo di bello?
Io ho finito da poco questo bel romanzo.
Ho cominciato a leggerlo senza nessuna aspettativa e devo dire che ne sono rimasta piacevolmente stupita.
Vi lasccio la trama, così vi incuriosisco e poi vi lascio la mia recensione!

Elise vive a Mills, una cittadina inglese non particolarmente eccitante. Sfugge alla noia e alla solitudine curando con passione i fiori del suo giardino e lavorando in una libreria. La sua vita cambia all’improvviso quando incrocia Sefron Wyler, il nuovo vicino, schivo e taciturno. Basta uno sguardo, infatti, perché Elise e Sefron si riconoscano come simili. Avvicinarsi non sarà facile, ma ad aiutarli ci penserà un vecchio diario che Elise ha trovato per caso nella sua stanza: leggendo quelle pagine i due ragazzi rivivranno le vicende di un amore bellissimo, sbocciato cinquant’anni prima all’ombra degli stessi alberi che ora separano le loro case. Un amore non fortunato, segnato da un destino infelice. È possibile che la storia di quei due amanti si ripeta? Nonostante il sentimento che sta nascendo tra Elise e Sefron, su di loro aleggia infatti lo spettro di un segreto. Un segreto che Sefron custodisce e che lo tormenta, che ha interrotto la sua brillante carriera di violinista. L’amore inaspettato che è sbocciato fra loro riuscirà a liberare Elise e Sefron da un passato scomodo e doloroso?

Credevo di trovare la classica storia d’amore dove lei salva lui, s’innamorano e tutti vissero felici e contenti.
Questa volta, invece, ho trovato un amore nato talmente tanto lentamente, che me ne sono accorta insieme ai protagonisti, Elise e Sefron.
Ho sbirciato la loro vita per il breve tratto in cui l’hanno condivisa con noi e sono stata attirata dalla gentilezza con cui l’autrice tocca delle corde davvero delicate.
Sefron ha un disturbo fisico che gli impedisce di suonare e per lui è difficile affrontare questa prova. Talmente difficile che impiega moltissimo tempo ad aprirsi nei confronti di Elise.

«A volte si può morire anche prima che il cuore si fermi.»

L’autrice è riuscita alla perfezione a rendere il senso d’angoscia e d’aspettativa che Sefron ha della sua vita, soprattutto perché suo padre si aspetta grandi cose da lui. Ha così alte aspettative da risultare cattivo e dispotico, fin troppo duro verso il figlio che, nonostante segua tutte le terapie, non riesce a guarire.
Ecco, qui l’autrice è stata davvero brava perché, personalmente, avrei mollato un paio di ceffoni al padre, soprattutto in alcuni punti del libro!

La scrittura fluida ha contribuito moltissimo al mio ritmo di lettura. Dopo i primi momenti davvero troppo lenti, ho proseguito spedita, perdendomi nelle sensazioni di Elise e Sefron.
Purtroppo, alcune volte mi sono blocccata e ho dovuto rileggere perché era come se mancasse una parola, o un passaggio, come se l’autrice l’avesse pensanto ma non l’avesse scritto.
Questa cosa ha penalizzato molto il mio giudizio perché non è successo una volta sola, ma diverse volte, spezzando il ritmo preso, che era anche abbastanza sostenuto, visto che aveva creato la giusta atmosfera.

La vita è troppo breve per occuparsi di cose che non fanno battere il cuore.

Consiglio questo romanzo se siete alla ricerca di una storia d’amore particolare che non segue nessun tipo di canone e dove l’amore nasce con la dovuta calma, oppure se siete alla ricerca di un libro senza troppe pretese ma che vi rapisca comunque, portandovi in un piccolo paesino inglese pieno di fiori e, perché no, magia.

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