Un buono scheletro, la mia ultima lettura del 2019

Salve, libricini miei!
Eccomi qui con la prima recensione del 2020 che poi è una lettura del 2019.
Vi starete chiedendo perché recensisco una lettura del 2019 invece che la prima del 2020… beh, perché serve a farvi capire la storia del primo libro che ho letto nel 2020, visto che è una trilogia di Kim Fielding.
Avrete visto anche che il blog sta cambiando continuamente pelle e spero che non crei troppi disguidi nella lettura ma sono cambiamenti che vanno fatti man mano che decido per bene cosa voglio che diventi questo piccolo angolo libroso, così che mi rappresenti al meglio! Ovviamente, siete liberissimi di darmi qualsiasi consiglio costruttivo che ritenete opportuno, senza essere scortesi o maleducati.
Ora, però, passiamo alla trama del romanzo, così da presentarvi subito Chris e Dylan!

Immagine presa da Pinterest

Dylan Warner è giovane, colto e conduce una vita del tutto normale. Non è il tipo che si nota facilmente, fino al giorno in cui, dopo una serata movimentata con un affascinante sconosciuto, non diventa un lupo mannaro. Nonostante tutto, però, Dylan vuole solo continuare a vivere la sua tranquilla – seppur solitaria – esistenza da architetto. Cerca di tenere sotto controllo gli impulsi selvaggi, ma ben presto decide che ne ha abbastanza della città e si trasferisce in campagna, dove gli sarà più difficile far del male al prossimo. La sua nuova casa è un po’ decrepita, ma promettente, e corredata per di più da un nuovo vicino: il sexy, anche se un po’ rozzo, Chris Nock.
Dylan assume Chris perché lo aiuti a ristrutturare casa, ma presto si accorge che le sue prime impressioni su di lui erano sbagliate e che Chris, così come la casa, potrebbe diventare un elemento fisso nella sua nuova vita. Tra il mostrare al suo capo quanto vale, resistere al seducente richiamo del suo pericoloso ex-amante e la sua limitata esperienza nel campo delle relazioni sentimentali, per Dylan è molto difficile capire come comportarsi… Come giustificare poi l’irresistibile voglia di ululare alla luna piena che lo coglie ogni mese?

Immagine presa da Pinterest

La trama non vi attira come una falena dalla luce?
Mi ha attirato subito, nonostante abbia letto diversi fantasy con dei lupi mannari davvero molto attraenti. Confesso di averne anche trovati di orribili, ma non è questo il caso.
Dylan è dolcemente impacciato o meglio, ha paura dei suoi istinti animaleschi al punto di volersi isolare così da non temere di fare del male a qualcuno nelle notti di luna piena.
Chris, invece, è completamente e totalmente disincantato. Talmente tanto da non aspettarsi più nulla da nessuno. A mala pena bada a se stesso, così da non avere nessun tipo di aspettativa, neanche la più piccola.
Come possono, due persone così diverse, riuscire ad andare d’accordo per ristrutturare la nuova casa che Dylan ha preso nel bel mezzo di un bosco?
Eppure ci riescono. Lentamente fanno amicizia e, ancora più lentamente, cominciano a provare qualcosa l’uno per l’altro ma Dylan non riesce a confessargli il suo più grande segreto.

Non voglio darvi altri particolari, quindi con la trama mi fermo qui, che tanto vi basta per correre a prendere il romanzo e leggerlo!
Ora partiamo con la recensione, così vi faccio capire ancora meglio quanto è bello questo romanzo.
Comincio con l’analizzare i personaggi.
Sia Dylan che Chris sono personaggi all’apparenza semplici, quasi basilari, eppure appena sotto la superficie, si vede quanto l’autrice li abbia resi complessi, umani, capaci di errori e di amare con un’intensità tale da fare quasi male.
Fisicamente sono descritti abbastanza bene, senza andare troppo nel particolare, così da permetterci di fantasticare sul loro aspetto ma caratterialmente sono descritti davvero bene, cogliendo ogni singola sfaccettatura nascosta.
In questo primo libro della trilogia, vediamo soprattutto il punto di vista ddi Dylan, non affrontando completamente il carattere complesso e ombroso di Chris, cosa che faremo nel secondo romanzo.
Le descrizioni degli ambienti fisici sono ben fatte e non disturbano affatto la lettura. Ho amato particolarmente le descrizioni che venivano fatte quando Dylan era in versione lupo. Le ho trovate particolarmente evocative. È stato come correre insieme a lui a quattro zampe.
La trama è lineare, quasi semplicistica, infatti si intuisce quasi subito chi sia il “cattivo” della situazione, eppure è stato comunque bello leggerla, vedere come sarebbe stata sviluppata, come poteva essere “spinta” in nuove direzioni, rimanendo comunque lineare e semplice.
Ovviamente, che la trama sia semplice e lineare non vuol dire che sia una trama scadente, anzi. È ben articolata, soprattutto a livello emotivo. Potrete anche prevedere cosa succederà ma sarà comunque bello vedere come l’autrice sia riuscita a farlo. Magari voi avrete un pensiero e lei, invece, vi sorprenderà, portandovi appena accanto alla vostra idea.

In sintesi… questo romanzo è dolce, romantico al punto giusto, con un pizzico di adrenalina per miscelare il tutto, così da dare una spruzzata piccante con tutte le scene hot, creando un mix perfetto per un romanzo quasi esplosivo.

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