La piccola bottega dei ricordi. Un libro per far tornare il sorriso.

Buongiorno, miei amati follower!
Eccomi qui con una nuova lettura!
Anche questo romanzo fa parte della mia #4040bookchallenge e risponde al punto “Un romanzo che parli di ricordi”.
Diciamo che sono andata a colpo sicuro, visto che la parola “ricordi” è inclusa nel titolo! XD

Una fotografia è molto più di un oggetto. Spesso custodisce un momento di felicità perfetta ed eterna. Lo sa bene Emma, che nel suo piccolo atelier nel cuore di Londra restaura foto antiche, e ama scrutare quei volti sconosciuti, e restituire ai ricordi degli altri lo splendore che il tempo ha rubato. Quando un giorno uno di quei volti prende vita, Emma pensa di aver bevuto un bicchiere di troppo. Ma l’uomo della foto, scattata nel 1940, le invia dei messaggi chiedendole di compiere per lui una piccola missione: ritrovare il suo primo, unico, grande amore per restituirle la spilla che lui le aveva regalato poco prima di morire. Per Emma questo è solo l’inizio: presto si trova coinvolta in piccole e grandi storie che richiederanno parecchia inventiva per essere risolte. Fino a che uno di quei messaggi non riguarderà proprio lei. Lei e l’affascinante giornalista che ha appena conosciuto. Nel suo passato, Nathaniel nasconde un trauma che gli ha lasciato una cicatrice indelebile. Con una vecchia fotografia di sua madre e le pagine del diario che la donna ha scritto poco prima di morire, Emma deve tentare di scoprire quello che è successo, ma la missione più difficile è convincere Nathaniel che amare è ancora possibile…

A essere sincera, quando ho letto la trama ho creduto di trovare la classica storia d’amore, magari con qualche piccolo colpo di scena.
Una lettura leggera e veloce, senza niente di troppo eclatante o particolare.
Mai giudizio fu più sbagliato!
Certo, il romanzo è cominciato nel classico modo, presentando la protagonista, facendocela conoscere e descrivendola per bene, sia caratterialemente che fisicamente, per poi spiegare il suo lavoro di restauratrice di fotografie.
Proprio il suo lavoro particolare mi ha attirato, facendomi sorridere all’idea di qualcuno che restauri le mie vecchie foto di quando ero bambina.
Quello che mi ha colpito di più è ciò che è successo poco dopo. Qualcosa che non avevo preso in considerazione nemmeno alla lontana e che mi ha sorpresa: i fantasmi.
Emma viene contattata via mail da un fantasma, protagonista delle foto che sta restaurando proprio in quel momento.
Da quel primo contatto si dipana tutta la storia, che viene descritta in modo leggero, gentile e dolce.

Tra queste pagine si nasconde la dolcezza della consolazione.
L’autrice ci fa vedere il lutto in modo diverso, almeno un pochino, e anche se è romanzato, sono sicura che potrebbe aiutare alcune persone.
Tutto viene scritto con una delicatezza tale da far sorridere sempre, lasciando una confortevole sensazione di essere coccolati.
L’ho letto in un paio di giorni, lasciandomi trascinare dalle foto su cui ha lavorato Emma e sulla sua storia d’amore, sbocciata quasi per caso.
C’è anche un pizzico di indagine che serve a velocizzare il ritmo tranquillo e sonnacchioso del romanzo.
Ho amato immergermi tra queste pagine e ho anche adorato alla follia il formato in cui è stato pubblicato. Leggermente più largo rispetto ai classici romanzi con l’impaginazione interna grande quanto i romanzi normali, creando attorno alle parole scritte un bordo libero molto più evidente del normale, esattamente come nei vecchi libri.
Davvero, ho amato tantissimo come l’autrice ha descritto i personaggi e i fatti svolti. Le descrizioni le ho trovate perfette, ne troppo lunghe ne troppo corte.
Il ritmo di lettura è costante, tranquillo, senza troppi scossoni.
Insomma, è uno di quei libri che lasciano il segno in modo lieve, senza nemmeno che il lettore se ne accorga. Lo fa in punta di piedi, insinuandosi nel cuore e nella mente, lasciando un sorriso come ricordo.

Immagine presa dal mio profilo Instagram _.ancoraunapagina._

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