Buongiorno cari lettori!
Come sta andando la vostra estate? La mia sta andando alla grande, anche se vado a rilento con le letture. Purtroppo il caldo non concilia per niente la mia voglia di leggere. Mi distraggo troppo facilmente e non presto attenzione a ciò che mi scorre davanti agli occhi.
Comunque, in questa settimana ho letto questo bellissimo romanzo.
Un insieme di piccole storie che s’intrecciano con quella della libraia. Tanti piccoli insegnamenti che aiutano a capire il prossimo, l’animo umano e se stessi.
Confesso che, per la prima volta, ho messo delle tab tra le pagine del libro, segnandomi tutte quelle frasi, parole, pensieri che mi colpivano nel profondo.
Dimmi cosa leggi e ti dirò chi sei
Appena Nathalie ha messo piede a Uzès, un piccolo borgo turistico nel Sud della Francia, si è subito innamorata del luogo. La vecchia cattedrale, il castello, le piazze inondate di sole e soprattutto la gente, accogliente e ospitale. E quando ha visto il cartello “vendesi” sulla libreria della piazza centrale, non ha resistito e ha deciso di cambiare vita trasferendosi lì. Così, in breve tempo, la sua libreria è diventata un punto di riferimento per gli abitanti, e Nathalie ha assunto il ruolo di confidente, guida e mediatrice per tutti coloro che vanno a trovarla per una chiacchiera o un consiglio. Da Cloé, un’adolescente in conflitto con la madre, a Bastien, che è alla ricerca del padre, passando per Tarik, il soldato rimasto cieco in guerra, e molti altri ancora. Un buon libro è un rimedio per molti mali, e per ciascuno di loro Nathalie conosce il libro giusto…
C’è un libro adatto a ognuno di noi e la libraia di piazza delle Erbe sa qual è.

Chi di voi non ama andare in libreria?
Io lo adoro.
A volte mi limito ad entrare, girare per gli scaffali, sfiorare le coste, prendere un libro dalla copertina meravigliosa, sfogliarlo e poi riposarlo ed uscire comunque soddisfatta.
Altre volte, entro decisa, vado dritta allo scaffale e prendo il libro che so per certo leggerò.
Altre ancora, entro, gironzolo per un pò, mi fermo nelle sezioni che so piacermi e sfoglio quasi ogni singolo titolo, fino a trovare quello che mi fa battere il cuore e mi fa desiderare di sedermi subito per mettermi a leggere.
Ecco, questo romanzo parla proprio dei clienti della libreria, ma parla anche di Nathalie, la libraia con un intuito infallibile per consigliare il libro giusto alla persona giusta nel momento giusto.
I libri non sono gelosi. Se ne vanno pr lasciare spazio al nuovo amante e sanno aspettare al loro posto per secoli, fino a quando la mano di un bambino protesa verso una mensola non li riscatta.
Tra queste pagine incontreremo diversi personaggi con un’unica cosa in comune: la passione per i libri e la lettura.
Percorreremo la loro vita per un breve tratto, lasciando che le loro vicende e i loro pensieri ci entrino dentro, facendoceli conoscere.

Ho letto questo romanzo con la dovuta calma, non solo per il caldo, ma anche perché mi sono ritrovata a pensare al mio rapporto con i libri e la lettura.
Mi sono lasciata conquistare dallo stile di de Kermel, lasciandomi rapire con tranquillità dalle sue parole profonde e gentili. Ero incapace di staccarmi dalle sue pagine, eppure ho rallentato di proposito la lettura, così da godermi completamente il “viaggio”. Non volevo assolutamente che finisse ma ho dovuto terminarlo ed è stato come chiudere qualcosa di prezioso, unico ed indescrivibile.
Come ho detto poco sopra, per la prima volta mi sono ritrovata ad annotarmi pensieri e parole che mi hanno fermato, facendosi rileggere ancora ed ancora, come se volessi imprimerle con forza nel mio animo, nella mia mente.
I libri sono spazi incerti. Lasciarsi attraversare dai pensieri altrui comporta rischi. Certi pensieri si impigliano ai nostri rami, rimangono incastrati e crescono insieme a noi, per rispuntare fuori anni dopo, come se fossero stati sepolti nei bauli in soffitta.
Talvolta entrano a tal punto nel nostro quotidiano che ne dimentichiamo l’origine estranea.
Ho amato ogni singolo personaggio di questa storia. Ognugno di loro mi ha lasciato qualcosa, a volte grande, a volte piccola e tutti loro mi hanno dato la sensazione di essere tra amici, tra lettori che sapevano quanto io ami leggere, quanto io ami toccare i libri.
È stato un viaggio surreale quasi. Come se fossi partita insieme ad un gruppo di estranei per andare a scoprire pensieri, e non luoghi, che loro volevano mostrarmi, farmi conoscere ed apprezzare.

Insomma, questo romanzo mi ha lasciato la voglia di entrare in libreria, passeggiare con calma tra tutte quelle vite nascoste e sorridere a tutti quei sogni realizzati, nascosti o infranti.
Mi ha anche lasciato la voglia di far viaggiare questo romanzo, come se dovessi donarlo a qualcuno per fargli scoprire la sua bellezza.
Credo che lo farò, sapete?
Lo donerò ad una mia amica, con una piccola dedica all’interno e tutte le tab nelle pagine.
Magari lascerò un post-it dove dirò di donare il libro una volta finito, magari a qualcuno di speciale che possa capire la bellezza di questa storia. Oppure a qualcuno che ha bisogno di trovare un sogno, grande o piccolo che sia. Perché tra queste pagine si è parlato anche di questo, di sogni, viaggi mai fatti e pensieri mai espressi.
Fate in modo che i sogni vi divorino la vita, così che la vita non divori i vostri sogni.


